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Triangolare di calcio

“Un triangolare di calcio e una serie di manifestazione per offrire informazione e solidarietà”. Carmen Manfredda, presidente del Comitato Vigevano è… Solidarietà ha così sintetizzatole iniziative che si sono svolte il 18 settembre e che hanno avuto, tra l’altro, lo scopo di raccogliere fondi che, insieme ai beni confiscati a chi si era arricchito prestando denaro a tassi altissimi, saranno destinati alla realizzazione di una casa di accoglienza per le vittime dell’usura.
Infatti, accanto all’aspetto ludico della giornata rappresentato dal triangolare di calcio, è stato previsto anche un momento di riflessione, un convegno incentrato proprio sul tema dell’usura.

Nonostante i temutissimi “Spillo”Altobelli e l’ex mondiale Gentile, in campo per ‘Un calcio al bisogno”, hanno vinto i Magistrati, grazie all’exploit del giudice Di Benedetto che ha regalato alla sua squadra la bellezza di cinque gol. Sabato 18 settembre, la prima edizione di “Vigevano è… solidarietà” ha fatto assistere ad un bello spettacolo, fra il divertimento del pubblico che ha assediato i suoi beniamini, Idris e il Gabibbo, in testa. Sono stati raccolti venti milioni, poi devoluti all’ANPO e all’Associazione servizio francescano. Anche se è stato dei pavesi il “numero” più bello (una girata al volo di Mugabo, purtroppo finita fuori) Solidarietà Pavia è stata battuta sia da “Un calcio al bisogno” sia dai Magistrati, che hanno poi disputato la finale.
L’emozione finale la regala Spillo con una punizione dal limite che però non basta ad arginare l’inarrestabile squadra togata, che vince 4 a 2.

Sopra: l’ingresso in campo degli arbitri e del prefetto Padoin, capitano di Solidarietà Pavia, con il piccolo Andrei, ospite dell’Anpo



Solidarietà pavia   Nazionale Italiana Magistrati   Un calcio al bisogno
A Pavia, per le strade, dietro le scrivanie li conoscono tutti. È “Solidarietà Pavia”, squadra composta da amministratori pubblici, esponenti delle forze dell’ordine e tanti serissimi uomini di primo piano nella vita cittadina che, per una buona causa accettano sempre volentieri di indossare le braghette e affrontare avversari magari anche ben più allenati.
Hanno debuttato contro la Nazionale Artisti Tv, poi è toccato a quella degli Attori e, infine, con quegli uomini con i quali alcuni tempi fa i politici avevano ben pochi contatti d’amicizia, i Magistrati. Ma i tempi cambiano, gli amministratori anche.
La “bandiera” di questa originale squadra, unica nel panorama italiano, è addirittura il rappresentante dello Stato sul territorio pavese, il prefetto Paolo Padoin che in squadra riveste il ruolo di portiere e capitano.
La toga appesa negli spogliatoi e, dalla borsa, spuntano calzoncini, magliette e scarpe chiodate. “L’idea è nata da un gruppo di magistrati che si conoscevano - spiega Ignazio Calabrò, il team manager della squadra -. Tutti amavano lo sport e sentivano il bisogno di fare qualcosa per gli altri, hanno così pensato a una nazionale di calcio prendendo esempio da quella dei cantanti”. Ma subito sono sorte le prime difficoltà. Da bravi uomini di legge, abili a svolgere indagini, quando ricevono un invito a partecipare a una gara di solidarietà, non accettano mai a cuor leggero, hanno bisogno di sapere prima di chi si tratta, per quale buona causa dovrebbero scendere in campo. Inoltre, ricevano tante richieste che si trovano costretti a passarle al setaccio per scegliere quelle che ritengono più valide.   Le loro storie personali sono diverse, le vite che conducono anche, ma in comune hanno due passioni: il calcio e la solidarietà. Su queste basi è nata “Un calcio al bisogno”, associazione che dal marzo del 1995 coinvolge esponenti del mondo dello sport delle professioni, delle imprese e della magistratura con l’obiettivo di coniugare la promozione delle attività sportive con la realizzazione di progetti che abbiano un’utilità sociale. Farli giocare insieme non è stato difficile: chi non è mai stato in campo, infatti, arriva con il desiderio di non essere da meno di vecchie glorie come Beccalossi, Fanna e Cabrini. Le sconfitte sono una tragedia. I giorni seguenti la “batosta” sono costellati di insulti all’attaccante che ha mandato fuori un gol , al portiere che è andato per farfalle, al difensore un po’ troppo distratto.
 
Gli spalti dello stadio comunale di Vigevano   Riconoscibili fra il pubblico: il dottor Gherado Colombo, la dottoressa Manfredda e il presidente della Juventus, l’avvocato Chiusano (il primo a destra)   Amedeo Goria, Mogol e CorradoTedeschi
 
La dottoressa Manfredda, capo della procura di Vigevano e il capitano dei Magistrati   Il prefetto Padoin   Da sinistra: il dottor Calabrò, del Tribunale di Monza, la dottoressa Manfredda, il procuratore della Repubblica di Palermo, Pietro Grasso, il dottor Enzo Liaci e Gennaro Tutino dell’Anpo, l’avvocato Dimitri, il dottor Talpini e il procuratore di Venezia Felice Casson